Job bulletin

RIPARATORE DI BICI: sempre in sella!

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13 settembre 2016

Al giorno d’oggi ci sono molte persone senza lavoro, che sono costrette a trovare un modo per arrangiarsi, e altrettante persone che amano andare in bici facendo della sana attività fisica. Cos’hanno in comune?
Niente a parte l’odio per il traffico e il dover aggiustare, ogni tanto, una bici che si rompe.
In assenza di nonni esperti o meccanici in famiglia,

cosa si fa se la nostra bici ha bisogno di una sistemata?

Uno: si improvvisa e dopo una mezz’oretta passata a sporcarsi le mani d’olio si lascia stare;
due: si va a piedi;
tre: si chiama un riparatore di bici ambulante (o lo si incontra in giro per la città se siete fortunati).
Ecco il mestiere di oggi. Copertoni, catene e freni sono i gadget del “riparatore di bici ambulante”. Come nel caso di Rudy Reyngout, che per primo ha avviato quest’attività nella città di Milano.

Come si fa?

Principalmente con due mani. Se aprire un negozio specializzato costa troppo perché non provare con un’officina mobile? Con una spesa iniziale di 3mila euro, il nostro amico ha comprato un “cargobike” che gli permette di girare facilmente in città e aiutare quei ciclisti che rompono la catena in mezzo al traffico del lunedì mattina. La risoluzione del problema avviene direttamente sul posto o a casa, con un costo di uscita di 5 euro, nel secondo caso.

Ci guadagno davvero qualcosa?

Assolutamente si. Se volete sfruttare quest’attività come secondo lavoro (o se non sapete cosa fare un pomeriggio), con dei prezzi ragionevoli riuscirete a guadagnare una somma discreta. Per il raggiungimento del cliente a domicilio potete fissare un prezzo “di uscita”, mentre per la riparazione di freni e camera d’aria la richiesta solitamente va dai 10 ai 15 euro; 20 per la sostituzione di un copertone. Fatevi due calcoli e sperate che il vostro cliente abbia una bici distrutta!

Serve sul serio a qualcuno?

Avete mai guardato negli occhi un ciclista disperato? Provate e troverete in lui il migliore dei clienti.
Come faccio a sembrare professionale se mi presento a casa della gente con uno strano trabicolo a due ruote?
Iniziate instaurando un rapporto di fiducia, permettete al cliente di assistere alla riparazione e cercate di trattare la bici con un minimo di delicatezza, senza giocare il ruolo del meccanico dotato di forza bruta; magari la proprietaria é una tenera bimba che adora i fiorellini. Consigliare la soluzione migliore e fare due chiacchere sull’ecologia del vostro lavoro, può essere un ottimo inizio.

Ecologia?

Si, é un’attività a impatto zero se ci pensate, attualmente questa formula magica funziona molto bene sul mercato. Per farvi conoscere ci sono molte opzioni. Potete aprire una pagina su facebook come questa: www.rudy.reyngout. Puntate sul passaparola ma, soprattutto,  iscrivetevi ad un circolo sportivo o ad un gruppo. I team di ciclisti, infatti, escono spesso nel weekend per allenarsi e chi lo sa, potrebbero capitarvi sotto casa per un problemino da sistemare “on the road”.

Guadagnarsi la fiducia degli sportivi del settore e un buon modo di entrare nel giro, di trovare clienti stabili. Se siete disposti a rinunciare a qualche weekend e a svegliarvi presto, tesserarsi presso una società agonistica potrebbe essere un inizio. Essere presenti ed informati sugli eventi sportivi, oltre che lavare un bel po’ di biciclette, vi permetterà di essere coinvolti e presenti nel mondo del ciclismo agonistico e amatoriale.

Che sia per strada o a domicilio, questo lavoro sembra andare alla grande.

Le persone sono sempre più attente all’impatto zero e a una vita sana, Rudy l’ha capito e ne ha fatto un’occupazione: why not?

Sapete riparare una bici?

No: andate dal nonno, dal meccanico e imparate come si fa.
Si: complimenti avete un lavoro!
Prendete un po’ d’olio, una chiave inglese e inseguite il primo ciclista che trovate: prima o poi avrà bisogno di voi!


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